Vengono dall’Umbria, citano gli Ex-Otago, collaborano con momusso, hanno grandi progetti (potevo farmi scappare un’intervista del genere?): sono Sara Carpinelli e Stefania Fauso, le giovani ideatrici di Orvieto Cinema Fest. Oggi raccontano su The MacGuffin tutto ciò che c’è da sapere su questo nuovo festival di cinema, che, già lo sappiamo, sarà una bomba.

 

 

Chi c’è dietro Orvieto Cinema Fest?

Dietro l’Orvieto Cinema Fest c’è una grande famiglia che si sta costituendo pezzo dopo pezzo, e questa è la cosa più bella. Siamo partite in due, Stefania e Sara, e abbiamo subito trovato un terreno fertile dove piantare il nostro albero: l’associazione culturale locale ApertaMente Orvieto. È un’associazione ricca di iniziative che, ogni anno, organizza nel mese di ottobre il Festival del Dialogo: tre giorni di incontri, tavole rotonde, conferenze, laboratori che coinvolgono i cittadini e le scuole. L’anno scorso il tema era Maschile e Femminile e noi ci siamo occupate di curare una rassegna di cinque corti a tema.

Per l’edizione del 2018, invece, il tema scelto riguarda Il Mediterraneo, un mare che unisce o divide?.
Non finisce qui, oltre ad ApertaMente che ci ha aiutato a piantare delle radici solide, abbiamo trovato sulla nostra strada persone non di Orvieto che si sono innamorate dell’idea e giovani orvietani fuorisede che, come noi, amano la propria città e sono disposte a mettere in questo progetto un pezzo di loro, a seconda delle proprie competenze. E così l’albero sta crescendo anche con un forte e robusto tronco, sostenuto anche dall’amministrazione comunale e da altre associazioni locali, che si sono dimostrate da subito entusiaste e disponibili a collaborazioni costruttive.

 

Da dove (e quando) nasce l’idea del vostro progetto?

Un gruppo genovese che ora sta riscuotendo grande successo, gli Ex Otago, in una canzone canta in tono provocatorio riportando quello che il pensiero comune è solito dire: i giovani d’oggi non valgono un cazzo. Poi però aggiunge:

Lasciateci sbagliare seguendo le nostre visioni e scoprirete che abbiamo qualcosa, qualcosa da urlare, qualcosa da urlare.

Noi siamo voluti partire da qui, dal fatto che ci siamo e vogliamo urlare.

La nostra passione per il cinema, come alta espressione artistica e culturale, e l’amore smisurato per la nostra città, Orvieto, hanno fatto il resto per trovare il modo che sentivamo più nostro per dare voce alla voglia di mettersi in gioco.

Parlateci del vostro rapporto con il cinema.

SARA – Siamo entrambe appassionate di cinema sin da piccole. Per me, il cinema ha rappresentato un momento importante di crescita e formazione. La potenza delle immagini è straripante e un film può insegnare e trasmettere una varietà di emozioni come nessun altro strumento è in grado di fare. Ricordo lunghi pomeriggi estivi da ragazzina passati a vedere film in bianco e nero e questa passione mi ha accompagnato fino ad ora. Inoltre, parlando di situazioni più recenti, con Stefi abbiamo recentemente seguito la festa del Cinema di Roma.

STEFANIA – Condividendo tutto quello che ha detto Sara, anche io sono affascinata dall’immagine e dalla potenza che questa può avere. Sono una persona che vive di e nell’immaginazione, a volte anche troppo, e quale miglior forma visiva del cinema può dar sfogo ai miei garbugli raffigurativi mentali?

 

 

In cosa Orvieto Cinema Fest è diverso dagli altri festival di cinema?

Non abbiamo la pretesa di paragonarci o confrontarci con nessuno perché siamo alla prima edizione. Piuttosto che concentrarci su come essere diversi, cerchiamo di puntare a quello che vogliamo dare e possiamo dire che stiamo cercando di realizzare al meglio un festival che sappia coinvolgere e soddisfare sia il punto di vista di chi lo vivrà da spettatore sia da quello di chi invece lo vive da attore del settore.

Forse, una cosa di diverso possiamo dire ci sia: abbiamo cercato di dare voce al nostro festival su più fronti. Vi spieghiamo. È sottinteso che purtroppo questo non è il periodo migliore per chiedere finanziamenti e così abbiamo trovato la formula di organizzare serate a Milano attraverso l’app comehome: si tratta di un’app dove inserisci la tua festa privata e le persone della community si accreditano. Abbiamo realizzato un format, l’Eureka Unplugged, che vede serate in cui si alternano due musicisti e un nostro amico attore.

 

Le proiezioni di Orvieto Cinema Fest si terranno all’interno del Teatro Mancinelli

 

Per Orvieto Cinema Fest state collaborando con momusso (nome d’arte di Martina Lorusso, ndr), anche lei una giovane creativa. Cosa vi ha portato a scegliere lei per curare la progettazione grafica?


Oltre alla bellezza dei suoi lavori, abbiamo scelto Martina perché meglio di chiunque altro poteva comprendere l’amore alla base del progetto: anche lei è umbra trapiantata a Milano (come me, Stefania). Ci sembrava perfetta, e così è stato.

Ci ha regalato una bellissima grafica: un occhio che rappresenta l’universo interiore che viene sconvolto dalla pellicola ogni volta che guardiamo un film.

Non poteva che essere più in linea di così con il nostro inguaribile romanticismo.

 

Qualche anteprima su cosa aspettarci da questa prima edizione?

Il 5 e 6 ottobre vedrete tutto l’entusiasmo e l’impegno che abbiamo messo nel progetto. Pur essendo alla prima edizione, abbiamo cercato sin dall’inizio di puntare ad un prodotto di qualità e la partecipazione al concorso che abbiamo ricevuto ne è la prova. Per ora ci sono arrivati oltre 200 corti da tanti paesi nel mondo e siamo davvero molto felici di questa bella risposta.

Sempre in base allo spirito inclusivo che anima tutta l’organizzazione del festival, abbiamo coinvolto giovani attori emergenti orvietani che presenteranno le opere selezionate.

Vi aspettiamo al Festival.

 

 

fonte: themacguffin.it , 30 giugno 2018, Lucia Baldassarri